Come tutto ebbe inizio....  

Correva l'anno 2014-2015. Un inverno come tanti se non fosse per quel seme nuovo poi germogliato nella primavera successiva, un seme di speranza, un'alba rappresentata dal sole che sorge dietro al monte Zatta nel logo dell'Associazione.

Un gruppo di giovani originari della val Graveglia decide di organizzare un evento che possa riportare le persone nella "valle dei mulini", "la valle delle miniere", la "Svizzera del Tigullio": tutti soprannomi che le sono stati affibbiati nel corso degli anni. La scelta ricade su quella che diventerà la Marcia del ghiottoNE, la prima mangialonga in val Graveglia, che rievoca nel proprio nome il comune di appartenenza, quello di NE.

Ma non solo un percorso con tappe enogastronomiche, non solamente una bella passeggiata: si vuole andare oltre perché sono troppe le cose da vedere. Inizia dunque il lento recupero di antichi sentieri, realizzati in epoche remote da pastori, cavatori, minatori, contadini; scalinate di pietra realizzate con pazienza, fatica e maestria. Ponti in pietra che si gettano da una sponda all'altra di freschi torrenti, con insospettabile leggerezza. Un percorso che fa apprezzare paesaggi alpini vista mare ma che consente di addentrarsi anche negli antichi borghi, ammirare antichi lavatoi e mulini, visitare piccoli musei che raccontano la natura e l'uomo. E nel mentre, piatti della tradizione gastronomica locale proposti dagli agriturismi locali, che alto tengono il nome e la meritata fama della val Graveglia.
 
E più si lavorava ad organizzare il percorso, più cresceva la consapevolezza di quanto il territorio fosse ricco di testimonianze, di scorci, di storia, di ricordi, di possibilità.

La Marcia del ghiottoNE, alla sua seconda edizione nel 2016, diventa quindi la prima campagna di raccolta fondi per consentire alla neonata Associazione di fare un passo in più e far rinascere il nostro territorio, con la volontà, l'impegno e lo sforzo di chi ama questa terra.

 

Perché' "I NUOVI GARULI" ? Un pò di storia.....

“Cis Apenninum incolunt Hercates, Garuli et Lapicidi”  (“Historiarum ab urbe condita libri qui supersunt omnes”, Tito Livio, libr.41, cap.23).
Secondo Tito Livio, principe degli storici latini del secolo di Augusto, pare che i primi abitatori del bacino imbrifero dell'Entella siano stati gli Ercati, i Garruli e i Lapicini, che le invasioni Etrusche riuscirono a scacciare al di qua del Po e nei gioghi dell'Appennino.
 
“Ergo sub his montibus, ad Laboniam, Sturlamque amnes, incoluerunt Ligures, si modo sine mendis sunt haec nomina: Ercates Garruli et Lapicini”.
Questa gente, perspicace, forte, laboriosa, impavida, secondo l'opinione piu' comune ammessa dal Cluverio, popolava le valli solcate dai torrenti Lavagna, Sturla e Graveglia.
 
 
Da Portofino alla punta di Manara, e forse fino al Capo Mesco, tutta la costa marittima apparteneva ai Tigulii, de' quali erano località principali Tigulia e Segesta: ma le tre vallate montuose, irrigate da quei rivi che riouniti formano l'Entella, erano abitate da tre diverse tribù, gl'Ercati cioè, i Lapicini ed i Garuli.”
(Da “Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole”, Firenze, 1837-1845 di Attilio-Zuccagni Orlandini).
 

L'associazione ha dunque assunto il nome della tribù ligure che verosimilmente abitò per prima l'area della val Graveglia e dell'alta val di Vara e che, secondo alcuni, si spinse fino agli attuali confini con la Toscana, regione all'epoca abitata da un'altra tribù, gli Apuani.

Come sempre in questi casi, risulta assai difficile se non del tutto aleatorio disegnare dei confini precisi e poche se non rare sono le testimonianze che dipingono con accuratezza la distribuzione delle tribù nell'area: in ogni caso, l'intento è quello di proporsi come una "nuova tribù", per recuperare il nostro passato, valorizzarlo e farlo conoscere a tutti, insieme al territorio ed alle sue tradizioni.

Insieme ai Gàruli, molte altre tribù liguri popolarono la fascia di territorio compresa tra il mare e l'appennino, in cui questi furono relegati dopo decenni di guerra contro i Romani: gli Apuani al confine con la Toscana, nell'area delle omonime Alpi;  i Genuati nell'area di Genova, gli Intimeli nell'area di Ventimiglia, gli Albingauni in quella di Albenga e via dicendo. Anche una zona famosa in tutto il mondo per il turismo costiero e le attività balneari, il Tigullio, deriva dal nome della tribù dei Tigulli, chiamati così proprio dai Romani perché estraevano le "tigule", le lastre di ardesia impiegate per le coperture dei tetti ed oggi note come tegole. Un chiaro esempio di come le radici dei Liguri siano da cercare maggiormente nell'entroterra che non lungo il nostro amato mare....